‘™Ý .: Stefano Patarino :.
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Esperienze professionali


Nato il 26 dicembre 1965 a Foggia, nel meridione italiano, da bambino "emigra" con la sua famiglia nel nord-est.
Dopo gli studi liceali, si dedica all'arte drammatica, frequentando nel biennio 1984-1986 la Scuola Regionale di Recitazione del Teatro Verdi di Padova e qui apprende il mestiere dell'attore sotto la guida di Checco Rissone. Parallelamente coltiva gli studi musicali presso il conservatorio di musica "Cesare Pollini" di Padova, dove si diploma in flauto nel 1987 sotto la guida della prof.ssa Clementine Hoogendoorn Scimone. Inoltre, presso lo stesso conservatorio, consegue nel 1993 il post-diploma in didattica della musica. Nel 2009 ottiene il master "MA video production and film studies" presso la Thames Valley University di Londra.
Musicista, attore e soprattutto regista, Stefano Patarino ama fare spettacolo con i musicisti e musica con gli attori. Dal nord al sud dell'Italia ha allestito per il teatro opere di vario genere, quali la commedia e la tragedia classica latina e greca, il melodramma barocco, il musical, testi di autori viventi, performance di cabaret, la Commedia dell'Arte, l'opera per ragazzi, il teatro musicale contemporaneo.

Fra le sue regie teatrali si possono menzionare quelle relative alle messe in scena del Sogno di una Notte di Mezza Estate di Shakespeare, con musiche di Mendelssohn, e del Candide, musical-opera di Leonard Bernstein, allestite per il festival di Pergine Spettacolo Aperto (www.perginepsa.it) rispettivamente nel luglio 2000 e nel luglio 2002, con la direzione musicale di Juliżn Lombana.



Nel 2003 la sua attivitż› registica si intensifica in particolar modo con quattro lavori: l'Opera delle Filastrocche di Rodari-Savona per La Fenice di Venezia con la direzione d'orchestra di Maurizio Dini Ciacci, in febbraio; la Carmen di Bizet diretta da Andriy Yurkevych presso il Teatro Statale dell'Opera e del Balletto "S. Kruscelnytska" di Lviv (Leopoli) in Ucraina, in maggio; L'Arca di Noň di Benjamin Britten per il teatro Colon di Bogotż› in Colombia (ripresa di una regia di Bepi Morassi, prodotta della Fenice di Venezia) con Juliżn Lombana sul podio, in settembre; La Clemenza di Tito di Baldassarre Galuppi, diretta da Giuliano Medeossi per il Conservatorio di Musica "Cesare Pollini"di Padova, in novembre.

Nel 2006 realizza la messa in scena del Dido and Aeneas di Purcell e dell'Elisir d'Amore di Donizetti, lavorando col direttore d'orchestra Kim Joo-Hyun presso il "Belcanto Art Center" dell'Universitŕ› di Suwon in Corea del Sud. Mette in scena, inoltre, nel febbraio dello stesso anno The Little Sweep di Benjamin Britten e, nel febbraio 2007, Amahl and the Night Visitors di Giancarlo Menotti con la direzione musicale di Luca Paccagnella, coproduzione del Teatro Sociale e del Conservatorio di Rovigo. Nel 2010 il suo cortometraggio "The Vicious Circle of Prejudice" ň ospite allo Skepto Film Festival di Cagliari, al Rob Knox Film Festival di Londra, al festival "Un Film per la Pace" di Medea (GO), al Festroia Film Festival in Portogallo e al River Film Festival di Padova. Il suo video sperimentale "Close up on Sound" ň stato proiettato al Gimli Film Festival 2010 (Manitoba, Canada). Ľ tuttora docente di "arte scenica" presso il Conservatorio di Musica "Francesco Venezze" di Rovigo (www.conservatorio-rovigo.it) - dove ň stato vicedirettore nel biennio 2004-2006 - ed ň stato docente di "acting" ed "opera class" presso la facoltż› di musica dell'Universitż› di Suwon in Corea del Sud (music.musicsw.co.kr) nel biennio 2006-2007.


Elenco completo delle esperienze artistiche professionali

Altre attività svolte


Laboratorio Stanislavskij


Il conservatorio di Rovigo ogni anno accademico, grazie al prof. Stefano Patarino, cura il "Laboratorio Stanislavskij", un corso di recitazione articolato in 12 incontri della durata di due ore ciascuno. Ogni modulo si compone di esercizi di improvvisazione teatrale e immedesimazione nel personaggio, che seguono il celebre metodo di K. S. Stanislavskij (vedi "Il lavoro dell'attore su se stesso" edito da Laterza). Si tratta di un vero e proprio training, tramite il quale l'allievo, senza perdere se stesso, crea il personaggio attraverso l'imitazione della natura: l'attore è guidato nel percorrere le sue "vie interiori", fino a realizzare un personaggio completo nella sua psicologia, gestualità, sonorità, comunicatività.



Il metodo Stanislavskij si basa sui sentimenti della vita reale: per questo il laboratorio è impostato in maniera tale che tutti possano trarne giovamento. Gli incontri sono quindi aperti non solo a futuri o attuali attori, ma anche a musicisti, artisti, insegnanti e a tutti coloro che desiderino acquisire una maggiore consapevolezza della propria vita emozionale, sia nell'ambito artistico professionale che nell'ambito della vita quotidiana.(Per informazioni sulle date e le modalità di partecipazione al laboratorio, contattare il prof. Stefano Patarino (info@stefanopatarino.it) o la segreteria didattica del conservatorio.